Rileggere lo spazio urbano e il suo territorio per attribuire loro nuovo senso e significati; riallacciare quel dialogo che ha sempre caratterizzato il rapporto tra l’uomo e il suo ambiente e che si rivolge a quanto sul territorio è già stato tracciato, per migliorarlo senza cercare altrove.
Di Città, di Persone, di colline, monti, mari, fiumi e pianure.

Assessori scaduti e paesaggi marciti: se “il bene comune” non è negoziabile.

Non si tratta di politica, è sviluppo della specie, affinamento dell’intelligenza umana prima che sia troppo tardi. Non dovremmo essere obbligati a scegliere fra politicanti che non pensano al futuro dei cittadini e timide proposte dal sapore ecologico.

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