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Boeri deve sentirsi un po’ come se avesse vinto un bellissimo frigo della Smeg.

Come quando ti senti baciato dalla fortuna, ma anche investito di un ruolo importante, quando ti viene dato un compito di alto livello, quando ti senti prescelto. Dici: che bello hanno dato a me l’onore di possedere un bellissimo frigo della Smeg! Tutti vorrebbero un frigo della Smeg! Che prestigio, “presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale”. Suona benissimo, non trovate? Proprio come “frigo della Smeg”.

Poi apri questo bellissimo frigo e ci trovi dentro una montagna di cibo avariato, putrefatto, carne piena di mosche, vermi ovunque, muffa sulle pareti… Allora inizi a dire a tutti che dentro a questo bellissimo frigo in realtà ci sono cose terribili, in tutti questi anni nessuno ci ha mai messo mano, nessuno ha pulito, nessuno ha controllato il cibo in scadenza o ne ha comprato di nuovo. Tutti però si arrabbiano con te se dici che ora la situazione va sistemata. Quelli che hanno già mangiato se ne fregano, quelli che devono ancora mangiare ma hanno già preso da parte il loro cibo (non scaduto) ancora di più.

Quelli che mangeranno più tardi e devono ancora prendere ciò che gli spetta invece iniziano a pensare di dover andare a comprare cibo altrove, magari in un altro frigo privato. Ma è un grosso peccato perché loro stanno pagando e hanno già pagato il cibo putrefatto e quello che stanno mangiando altri.

Poi ci sono quelli che non riescono a pagare…perché non hanno un lavoro. Ma dal lauto banchetto di chi sta mangiando tantissimo non avanza e non avanzerà nulla. E se anche avanzasse i commensali lo mangerebbero lo stesso, con ancora più gusto. Soprattutto quelli che mangiano molto ma i contributi alla spesa per il cibo nel frigo li hanno pagati a metà.

Boeri è lì, con l’anta aperta, i guanti di gomma e una molletta al naso. Poletti gli porge il cif, poi corre a cena. Padoan gli tira una spugna, lo centra in fronte, se ne va. La gente passa, lo guarda, lo insulta. Gli chiede cibo per tutti, ma questo cibo non c’è. Servono nuovi soldi per nuovi pranzi. Lui si giustifica, fruga fra le muffe, si sente in colpa. Chiude il frigo, talmente lucido e brillante con quello smalto che non invecchia mai, elegante; “fa arredo”, pensa.

La verità è che a tutti piace attingere dal frigo, ma non pulirlo dal cibo putrefatto che ci è rimasto dentro dagli anni ’80. E quando il cibo buono è finito, le questioni sono due: o chi ne ha preso di più è disposto a spartirlo, o chi non ne ha muore di fame.

Buon appetito.

“L’allarme di Boeri: la generazione 1980 rischia di andare in pensione a 75 anni.”

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