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C’era una volta un paese fatto di rifiuti. Le colline erano montagne di spazzatura verde, gli alberi vecchi appendiabiti che nessuno voleva più, le panchine sedie rotte trovate in discarica. Le case erano costruite con i copertoni dei camion e prendevano energia dal sole, dalla pioggia e dal vento. Sembrerebbe forse un posto bizzarro e caotico; al contrario, era un paese ordinato ed efficiente, fantasioso e divertente. Era il paese del futuro.

il riciclo, il recupero”. Una volta gli oggetti erano più semplici e più consistenti, più robusti, massicci: prodotti di artigianato, lavorati a mano con fatica e sapienza. Prendere un vecchio banco da lavoro in legno massello e trasformarlo in un bellissimo tavolo per la sala da pranzo, riesumare vecchie poltrone scucite e dare loro nuova vita e nuovi ospiti: diventano gesti facili dal buon gusto assicurato.
Oggi c’è più scarto, più esubero; ci sono materiali meno resistenti, di qualità più bassa… plastica di ogni tipo, silicone, alluminio. Gli oggetti si rovinano e si buttano: c’è meno cura nel conservarli, meno attenzione nel crearli, e trovare loro un nuovo impiego è sempre più difficile.

Ecco allora che la creatività ci può venire in aiuto per riutilizzare quello che getteremmo, barattare ciò che non usiamo più; imbellettarlo, ripensarlo, colorarlo, modificarlo… forse l’unica chiave per non rimanere sommersi da tutto ciò che produciamo e sprechiamo ogni giorno: iniziare a ridurre gli eccessi per non essere costretti a spedire i nostri rifiuti nello spazio.
Allora capita che tornino sempre più di moda i mercatini dell’usato, che si svuotino le cantine e le soffitte, che vengano creati centri per lo scambio dei libri che non leggiamo più e che la bicicletta si trasformi in “ricicletta”.
Capita anche di rendersi conto che occorrerebbe prendere spunto dai bambini, che giocano con qualsiasi oggetto e con esso creano nuove storie, nuove vite.
Capita che un papà, un giorno, per scherzo, decida di modellare minuscole seggiole dai tappi del vino che viene servito a tavola a ogni pasto, e che sua figlia lo veda come uno dei più bei regali da ricevere da un papà, costringendolo a produrne centinaia…

Quelle seggiole, piccole idee innocue e divertenti, sono le protagoniste del paese del futuro, il manifesto di un movimento che parte dal basso, parte dalle necessità e dalla fantasia della gente; occupa strade, vecchi palazzi, piazze e menti. Le reinventa, le ripopola. E’ creatività e semplicità, nasce da un gesto, arriva alle abitudini.

***

suggestioni e suggerimenti:

ReMida centro di riciclaggio creativo a Reggio Emlia e il ReMida day  // su facebook

il Salvato da ReMida: porta un libro prendine altri – il bookcrossing che salva i libri

2 thoughts on “Creatività da vendere (per riciclare)

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