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In una serata in compagnia capita spesso di rievocare aneddoti che si credevano dimenticati, riesumare vecchie abitudini e riscoprire passioni comuni, care, magari anche infantili. Non ci avete mai fatto caso? Ci sono parole magiche capaci di ribaltare le sorti di una cena, sparecchiare una tavola imbandita di composta maturità e apparecchiarla di bamboccesco entusiasmo.

Basta poco, basta un gesto, basta ad esempio raccontare che la cassiera del supermercato, anziché i bollini per vincere aspirapolveri e pentole, ci ha regalato una serie di bustine sospette, colorate e sigillate… (!)
Ogni dieci euro di spesa, una busta. Cosa sarà? Eccola qui, venti euro in alimentari, due bustine da sfoggiare: buttiamole sulla tovaglia, fra il dessert e lo spumante. Un momento di attesa, gli amici sbirciano, sgranano gli occhi e infine in coro le chiamano. Mani su mani, dita impazienti: “le apro io”, “aprile tu!”, “apriamole insieme!”, “le figurine!”, “ma hai anche l’album?”, “hai già le doppie?”, “facciamo gli scambi!”.

Massimo entusiasmo, minimo cervello: ripensare alle collezioni di figurine dà alla testa, a qualsiasi età. I calciatori, i cartoni, i ciclisti; gli animali (specie protette, specie marine, babbuini cinesi), le auto d’epoca, le bici da corsa; il cantante e la sua chitarra, la sua chitarra ma non il cantante. Ognuno ha le sue collezioni e le sue storie adesive. Di un tempo, di oggi, o dei suoi figli. Dategli un album da iniziare (o da finire!) e si applicherà più del piccolo scrivano fiorentino. Ne annuserà il profumo chimico di colla, le metterà in fila, in ordine di numero: da un lato le doppie semplici, dall’altro le doppie rare, quelle che a scuola si barattavano dopo lunghissime trattative corrotte con merende e pennarelli regalati.

Oggi le figurine te le passa il supermercato perché sono una specie protetta. Penso potremmo batterci per evitarne l’estinzione e rimetterci tutti attorno al tavolo a incollare, ordinare e fantasticare, perché no, dopo una cena, con gli amici, coi nipoti, con i figli o con il gatto. L’importante è attaccarle dritte e fare i baratti giusti… Ti regalo la 45 se mi inviti a cena!

Ascolta qui la puntata
di “Stasera che sera” letta a Take Away su radio Capital
lucanobili-2012-03-18.mp3


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